44. Riflessioni dopo una riunione

di An Ran, Cina

Nel novembre del 2024, mi occupavo di valutare articoli di testimonianza esperienziale nella chiesa. Un giorno, il nostro supervisore è venuto alla riunione del nostro gruppo e ha detto che, in base agli articoli che avevamo inviato di recente, poteva vedere che non avevamo afferrato appieno alcuni principi. Voleva valutare alcuni articoli con noi in modo che tutti potessimo padroneggiare insieme i principi. Ha selezionato alcuni articoli e ha chiesto a ognuna di noi di esaminarli e poi di condividere i nostri commenti sulla base dei principi. Non appena ho sentito che una alla volta dovevamo esporre le nostre opinioni, ho iniziato a innervosirmi. Ho pensato: “Parecchi articoli che ho valutato di recente avevano dei problemi evidenti. Non è che lei sta usando questo metodo per vedere se ho afferrato i principi, per vedere se sono adatta a questo dovere? Se scopre che non ho afferrato i principi, mi farà sicuramente destituire”. Dopodiché, non riuscivo ad acquietare il cuore per leggere gli articoli. Continuavo semplicemente a cercare di capire come dare una risposta più esauriente e cosa dire per evitare di esporre le mie manchevolezze. Dopo aver letto il primo articolo, Zhang Yan ha condiviso per prima il suo punto di vista. Ha fatto notare un problema che io non avevo rilevato. Quando ho visto il supervisore annuire in segno di approvazione, ho pensato: “Sembra che l’osservazione di Zhang Yan sia corretta. Quando sarà il mio turno di parlare, aggiungerò quell’aspetto per far sembrare la mia risposta più completa. In questo modo, il supervisore non penserà che io sia così incompetente”. Poi, il supervisore ha interpellato me. Ho condiviso le questioni che avevo individuato e mi sono assicurata di aggiungere il punto sollevato da Zhang Yan. Quando infine il supervisore ha valutato quell’articolo alla luce dei principi, ha detto che il punto di vista di Zhang Yan era appropriato. Mi sono sentita un po’ sollevata, ma anche molto a disagio. Mi sentivo un po’ in colpa nella coscienza. Poi, il supervisore ha menzionato altre questioni che io non avevo individuato. Ho subito iniziato a pensare: “Non ho individuato nemmeno problemi così semplici. Il supervisore deve pensare che la mia levatura sia davvero scarsa se non ho visto problemi così evidenti anche dopo tutti questi anni di dovere basato sui testi. Devo stare più attenta la prossima volta che esprimo la mia opinione”. Quando abbiamo iniziato con l’articolo successivo, c’è voluto molto tempo prima che il mio cuore si calmasse; non riuscivo a smettere di rimuginare sulla mia risposta scadente riguardo a quello precedente. Dopo poco, ho iniziato a sentirmi assonnata e non ho realmente assimilato il resto dell’articolo. Durante la discussione, quando il supervisore ha chiesto la mia opinione, ho detto solo poche cose. Quando si è trattato di parlare di quali problemi ci fossero nella comprensione dell’autore, ho semplicemente balbettato e non sono riuscita a tirare fuori le parole per quella che mi è sembrata un’eternità. Inizialmente stavo per dire semplicemente che mi ero appisolata e non avevo seguito, ma poi mi sono preoccupata che, se il supervisore avesse visto che mi veniva sonno persino in una situazione del genere, avrebbe potuto pensare che fossi in cattivo stato e non avessi l’opera dello Spirito Santo. Se questo fosse successo, sarei stata sicuramente sulla via della destituzione. Così, ho cercato rapidamente di coprirmi, dicendo: “Solo un attimo, sto cercando di trovare dove ho annotato la questione che ho riscontrato”. Ho scorso col mouse, esaminando rapidamente l’articolo, col cervello che correva per trovare il prima possibile qualche questione chiave da dare come risposta al supervisore. Alla fine, lei si è spazientita e ha detto: “Di’ semplicemente quello che hai visto. Perché fai tanta fatica a rispondere?” Non avendo altra scelta, alla fine ho confessato: “Mi sono distratta e mi è venuto un po’ di sonno. Non ho seguito”. Il supervisore ha quindi chiesto semplicemente a un’altra sorella di condividere il suo punto di vista. Ero così imbarazzata in quel momento. Avevo il cuore in subbuglio ed ero preoccupata che il supervisore mi facesse destituire a causa del mio rendimento degli ultimi tempi. Dopo appena poche ore ero mentalmente esausta. Non volevo nemmeno più continuare a valutare articoli e a studiare le competenze professionali con il supervisore.

In seguito, ho iniziato a riflettere: “Il supervisore sta valutando gli articoli e condividendo sui principi con noi. Non è forse una grande opportunità per colmare le mie manchevolezze? Perché sono così nervosa ed esausta?” Proprio in quel periodo, sono state rilasciate le ultimissime parole di Dio. Durante le mie devozioni spirituali, ne ho letto un passo: “Quando converso con le persone, a volte facendo qualche domanda, alcuni dalla mente complicata riflettono: ‘La Tua domanda è piuttosto diretta. Non so cosa Tu intenda chiedendo ciò. Devo stare attento nella mia risposta!’ Ti dico che ti sbagli. Con chiunque Io conversi o qualsiasi domanda Io ponga, l’obiettivo finale è sempre quello di scoprire e risolvere i problemi, di assisterti e guidarti e di aiutarti a risolvere i problemi. In primo luogo, non è per metterti a nudo e farti fare la figura dello sciocco. In secondo luogo, non è per testare se tu stia dicendo la verità o sia una persona priva di malizia. In terzo luogo, non è per indurti con l’inganno a rivelare la tua vera situazione. In quarto luogo, tanto meno si tratta di testare se tu sia competente per fare il lavoro o se sia in grado di svolgere un lavoro effettivo. In realtà, comunque Io conversi con te, è tutto per aiutarti e guidarti a adempiere bene il tuo dovere, a svolgere bene il lavoro e a risolvere i problemi. Alcune persone stanno troppo a riflettere sulle Mie semplici domande, temendo molto che ci sia qualche significato nascosto. Alcuni sospettano persino che Io stia macchinando contro di loro. Voglio chiaramente aiutarti a risolvere i problemi, eppure pensi erroneamente che Io stia macchinando contro di te. Non è un’ingiustizia nei Miei confronti? (Sì.) Allora qual è la questione qui? Il cuore umano è propenso all’inganno! Magari ad alta voce le persone potrebbero dire: ‘Tu sei Dio, devo dirTi la verità ed essere sincero con Te. Ti seguo, credo in Te!’, ma nel profondo non la pensano così. Per quanto ordinarie e semplici siano le Mie domande, spesso vengono interpretate con troppa suscettibilità da parte delle persone. Attraverso le loro congetture e poi il loro scrutinio, girano e rigirano e sembrano trovare la risposta finale, ma in realtà essa è molto lontana dall’intenzione originaria delle Mie parole. È chiaramente una domanda molto semplice, eppure loro ci pensano troppo su. Persone del genere non sono eccessivamente suscettibili? Qualunque cosa Io chieda, il loro cuore si agita dopo averla sentita: ‘Perché fai questa domanda? Come posso rispondere in un modo che Ti soddisfi e non riveli alcun difetto? Cosa dovrei dire prima e cosa dopo?’ In tre o cinque secondi le parole vengono fuori, senza alcun ritardo. Le loro menti sono più veloci dei computer. Perché così veloci? In realtà, questo processo è già una seconda natura per loro; è il loro stratagemma e stile abituale nel trattare le persone e nel gestire le questioni. Macchinano contro tutti. Quindi, per quanto semplici siano le Mie domande, costoro ci pensano troppo su, credendo che Io abbia qualche intento o scopo. Riflettono in cuor loro: ‘Se rispondo sinceramente, non esporrò la mia vera situazione? Ciò equivale a vendermi. Non posso permetterTi di afferrare la mia vera situazione. Quindi come dovrei rispondere in modo appropriato? Come posso renderTi felice e soddisfatto e portarTi ad avere una buona impressione di me e a continuare a utilizzarmi?’ Guardate quanto propense all’inganno sono queste persone! Le loro menti sono troppo complicate. Comunque Io parli con loro, dubitano e sottopongono a scrutinio. Persone del genere possono praticare la verità? Possono essere adatte a essere utilizzate da Dio? Assolutamente no. Questo perché le menti di tali individui sono troppo complesse e per niente semplici; chiunque sia in contatto con loro per un lungo periodo può vederlo(La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (26)”). Leggendo le parole di Dio, ho percepito che descrivevano esattamente il mio stato. Sebbene Dio stesse smascherando i pensieri e le idee che le persone rivelano quando interagiscono con Cristo, mi sono resa conto che spesso rivelavo la stessa mentalità quando interagivo con gli altri. Ho pensato a come il supervisore ci avesse detto fin dall’inizio che stava valutando gli articoli con noi per aiutarci a imparare i principi e che chiedere i nostri punti di vista era un modo per comprendere le nostre manchevolezze e deviazioni, così da poter offrire condivisione e aiuto mirati. Ma la mia mente era così complicata. Continuavo a fare congetture su di lei, dando per scontato che stesse testando la nostra comprensione dei principi e cercando di determinare se fossimo adatte a quel dovere. Ero convinta che, se avesse scoperto che avevo troppe manchevolezze, mi avrebbe fatta destituire. Per non esporre le mie manchevolezze, quando ho espresso la mia opinione non ho risposto sinceramente sul numero di problemi che avevo individuato. Invece, ho fatto di tutto perché il supervisore pensasse che avessi una buona comprensione dei principi e una visione completa di ogni problema. Mi sono spinta persino a plagiare l’osservazione di Zhang Yan. Quando stavamo esaminando il secondo articolo, mi ero chiaramente appisolata e non avevo identificato alcuna questione, e avrei dovuto essere semplicemente onesta al riguardo. Ma avevo paura che, se avessi detto la verità, il supervisore avrebbe avuto un’impressione ancora peggiore di me, così ho mentito e ho detto che avevo dimenticato dove avevo annotato la questione che avevo rilevato. Ho persino fatto finta di cercarla, cosa che ha solo fatto perdere tempo a tutte. In realtà, quando il supervisore mi ha chiesto la mia opinione, tutto ciò che dovevo fare era rispondere sinceramente. Se avessi sbagliato, avrei potuto semplicemente analizzare la mia deviazione e correggerla. Ma la mia mente era troppo complicata: cercavo sempre di indovinare le intenzioni del supervisore. Dovevo rivoltare ogni frase nella testa più e più volte prima di parlare. Riflettendo, mi sono resa conto di aver mostrato quella manifestazione anche in passato. Quando avevo iniziato quel dovere, ogni volta che la leader mi chiedeva cosa pensassi su certe questioni, diventavo molto nervosa. Cercavo inconsciamente di indovinare se stesse misurando la mia levatura e la mia abilità di valutare le cose, per giudicare se fossi adatta al dovere. Riflettevo subito nel mio cuore su come parlare in modo che la leader non mi capisse a fondo. Dovevo rimuginare su ogni singola parola ed era estenuante vivere in quel modo. Ho visto che non era solo una rivelazione momentanea di un’indole propensa all’inganno, ma che vivevo costantemente in uno stato di calcolo. La mia stessa natura era propensa all’inganno. Ho pensato alle parole del Signore Gesù: “In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli(Matteo 18:3). E Dio Onnipotente ha detto: “Se sei molto propenso all’inganno, sarai circospetto e sospettoso verso tutto e tutti, quindi la tua fede in Me sarà costruita su una base di sospetto. Non potrei riconoscere mai una fede così(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Come conoscere realmente Dio sulla terra”). L’essenza di Dio è fedele; a Lui piacciono le persone oneste e detesta quelle propense all’inganno. Una persona propensa all’inganno non può essere salvata ed entrare nel Regno dei Cieli. Mi sono resa conto che, se non avessi invertito rotta, non fossi cambiata e non fossi riuscita a diventare una persona onesta, allora, per quanto facessi rinunce o mi spendessi, alla fine sarei stata eliminata e sdegnata da Dio. A questo pensiero, ho percepito un peso sul cuore e ho pregato Dio: “O Dio, sono così propensa all’inganno. Tutte le mie parole e azioni sono piene di calcolo. Non sono una persona onesta. Se continuo così, sarò sicuramente eliminata da Te. Voglio liberarmi della mia indole propensa all’inganno e diventare una persona onesta. Ti chiedo di guidarmi”. In seguito, mi sono aperta e ho messo a nudo il mio stato con il supervisore. Lei non mi ha rimproverata affatto; ha invece condiviso sulla verità per aiutarmi e mi ha incoraggiata a praticare la verità e a essere una persona onesta.

In seguito, ho riflettuto: perché ero sempre così preoccupata di esporre le mie manchevolezze? Mi sono ricordata di aver saputo che alcuni fratelli e sorelle erano stati di recente destituiti perché costantemente non avevano afferrato i principi nei loro doveri, causando intralci e disturbi al lavoro. Dato che c’erano stati dei problemi con gli articoli che avevo inviato di recente, ipotizzavo che il supervisore fosse lì per osservarmi e valutarmi e che, se avesse scoperto che non avevo afferrato i principi, mi avrebbe fatta destituire. Per risolvere questo stato, ho cercato le parole di Dio. Dio Onnipotente dice: “Ci sono dei principi per quali tipi di persone la casa di Dio promuove e utilizza e quali no e anche per quali persone coltiva e quali no; tutto si basa sulle necessità del lavoro della casa di Dio. Indipendentemente da chi venga promosso e utilizzato, lo scopo è coltivarlo affinché possa fare bene il proprio dovere, sappia come fare esperienza dell’opera di Dio, sia in grado di farsi carico del lavoro e agisca in base alle verità principi. Qualunque problema si stia risolvendo, l’obiettivo è consentire a questo individuo di comprendere più verità e di imparare come trarre lezioni e acquisire discernimento dai vari eventi, persone e cose che incontra. In questo modo, è più facile per lui entrare nella verità realtà sotto ogni aspetto. Non si tratta di sfruttarti affinché tu presti servizio, e tanto meno di sfruttarti per farti ricoprire una posizione vacante perché non si trova una persona adatta, solo per poi cacciarti via quando ne arriva una. Le cose non stanno così. Di fatto, questa è un’opportunità che ti viene data di addestrarti. Se persegui la verità, rimarrai saldo; se non la persegui, non sarai comunque in grado di rimanere saldo. Il fatto non è assolutamente che, siccome la casa di Dio ti trova sgradevole, cercherà qualcosa da usare contro di te e un’occasione per eliminarti. Quando la casa di Dio dice che ti coltiverà e ti promuoverà, lo farà genuinamente. Ciò che conta è come tu ti impegni in direzione della verità. Se non accetti minimamente la verità, allora la casa di Dio rinuncerà a te e non ti coltiverà più. Alcune persone, dopo un periodo di coltivazione, vengono destituite perché la loro levatura è scarsa e non sono capaci di svolgere un lavoro effettivo. Altre, durante il periodo della loro coltivazione, non accettano minimamente la verità, agiscono ostinatamente e intralciano e disturbano il lavoro della casa di Dio, e vengono destituite. Altre ancora non perseguono affatto la verità, percorrono il cammino di un anticristo, lavorano sempre per la fama, il guadagno e il prestigio, e vengono destituite ed eliminate. Queste situazioni vengono tutte gestite secondo i principi della casa di Dio per l’utilizzo delle persone. La casa di Dio continuerà a coltivare coloro che sono in grado di accettare la verità e di impegnarsi verso di essa, anche se compiono trasgressioni commettendo qualche errore. Se non si tratta di qualcuno in grado di accettare la verità, e costui non accetta la verità quando viene potato, allora dovrebbe essere direttamente destituito ed eliminato. […] A prescindere dalla situazione, quando la casa di Dio promuove queste persone, è sempre per coltivarle e condurle nella verità realtà, sperando che siano in grado di svolgere bene il lavoro della chiesa e di compiere bene i doveri che sono tenute a compiere. Anche se non sai come svolgere un certo lavoro perché sei sciocco e privo di conoscenza o perché la tua levatura è scarsa, fintanto che ti impegni in direzione delle verità principi, che possiedi questo senso di responsabilità, che sei disposto a svolgere bene questo lavoro e che sei in grado di salvaguardare il lavoro della chiesa, la casa di Dio ti coltiverà comunque, anche se in passato hai fatto qualche sciocchezza. […] Indipendentemente dalla quantità di lavoro che sei capace di svolgere o da come sia la tua levatura, promuoverti e utilizzarti non è sfruttarti. Piuttosto, l’intenzione è quella di usare questa opportunità per permetterti di addestrarti a svolgere il lavoro e di perfezionarti attraverso il tuo perseguimento della verità e attraverso il tuo duro lavoro e il tuo farti carico di pesanti fardelli. Da un lato, questo è perfezionare te personalmente; dall’altro, è anche portare a termine il lavoro della casa di Dio. Hai sia preparato buone azioni che ottenuto guadagni nel tuo personale ingresso nella vita. Che cosa magnifica! Questo è ottenere due buoni risultati con un’unica azione(La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (26)”). Nelle parole di Dio ho visto che, quando la casa di Dio promuove qualcuno, lo coltiva veramente. I leader e i supervisori offrono guida e aiuto per le sue manchevolezze. Se egli riesce ad accettare la verità, non solo farà progressi nella sua vita, ma i risultati del suo lavoro diventeranno sempre migliori. Inoltre, la casa di Dio ha dei principi per la destituzione delle persone; non destituisce qualcuno solo a causa di qualche manchevolezza o inadeguatezza. Alcune delle persone che erano state destituite o eliminate recentemente lo erano state solo perché la loro scarsa levatura ritardava il lavoro, e la chiesa aveva quindi disposto per loro un dovere più adatto in base alla loro levatura; altre erano state destituite perché erano particolarmente ostinate, si rifiutavano di accettare qualsiasi condivisione sui principi e causavano intralci e disturbi al lavoro. Ripensando al periodo in cui facevo il dovere basato sui testi, ogni volta che i leader e i supervisori vedevano che ero in cattivo stato o che i risultati del mio dovere erano scarsi, condividevano per aiutarmi. Quando vedevano che avevo fatto progressi dopo un certo periodo, mi permettevano di continuare ad addestrarmi in quel dovere. Quella volta, quando la leader ha visto che avevamo costantemente problemi nel nostro dovere, ha disposto che il supervisore ci aiutasse a studiare i principi. Ciò è stato fatto nella speranza che potessimo afferrare i principi il prima possibile e adempiere bene i nostri doveri. È proprio come dicono le parole di Dio: “Quando la casa di Dio dice che ti coltiverà e ti promuoverà, lo farà genuinamente. Ciò che conta è come tu ti impegni in direzione della verità”. Ho pensato alla mia levatura media e alla mia comprensione limitata di alcuni principi. Avere il supervisore che mi fa notare le cose e mi aiuta quando sorgono problemi e che studia i principi con me può aiutarmi a fare meglio il mio dovere. Che cosa meravigliosa! Si trattava di Dio che utilizzava persone, eventi e cose per coltivarmi veramente. Avrei dovuto ringraziarLo, e invece ho affrontato tutto con calcolo e un cuore pieno di ostilità. Ero davvero così priva di coscienza e ragione!

In seguito, il supervisore ha creato un piano di studio per tutte in base alle nostre manchevolezze e ha trovato parole di Dio pertinenti per condividere e aiutarmi. Ho ringraziato Dio dal profondo del cuore. Dopo di che, ho iniziato a riflettere seriamente sui principi pertinenti con le mie sorelle. Attraverso un periodo di studio, sono arrivata a comprendere i principi con più chiarezza e il numero di problemi negli articoli che inviavo è diminuito significativamente. Attraverso questa esperienza pratica, ho percepito ancora più profondamente che, quando la casa di Dio promuove e coltiva le persone, lo fa per aiutarci ad afferrare i principi e a fare bene i nostri doveri e, allo stesso tempo, per aiutarci a comprendere la verità e a fare progressi nella nostra vita. Un giorno, mentre stavo valutando articoli di testimonianza esperienziale, ho letto un passo delle parole di Dio e acquisito una nuova comprensione del mio problema. Dio Onnipotente dice: “Certe persone credono in Dio da diversi anni, ma senza capire neanche in minima parte la verità. La loro visione delle cose rimane la stessa dei non credenti. Quando vedono un falso leader o un anticristo che viene rivelato ed eliminato, pensano: ‘In quanto credente in Dio e Suo seguace, vivere al cospetto di Dio è come camminare sulle uova! È come vivere sul filo del rasoio!’ E altri dicono: ‘Essere un leader o un lavoratore e servire Dio è rischioso. “Essere vicino a un re è altrettanto pericoloso che sdraiarsi con una tigre”, come si suol dire. Se dici o fai qualcosa di sbagliato offendi l’indole di Dio, e vieni eliminato e punito!’ Sono corrette queste osservazioni? ‘Camminare sulle uova’ e ‘vivere sul filo del rasoio’: cosa significano queste parole? Che c’è una situazione molto pericolosa, che si affrontano grandi pericoli in ogni momento e che una distrazione minima porta a perdere ogni appoggio. ‘Essere vicino a un re è altrettanto pericoloso che sdraiarsi con una tigre’ è un detto comune tra i non credenti. Significa che vivere alla presenza di un re diabolico è pericoloso. Se si applica questo detto al servire Dio, dove si sbaglia? Paragonare un re diabolico a Dio, al Creatore, non è forse una bestemmia contro Dio? È un problema grave. Dio è un Dio giusto e santo; che l’uomo debba essere punito per averGli opposto resistenza e per esserGli ostile è perfettamente naturale e giustificato. Satana e i diavoli non possiedono un briciolo di verità; sono sporchi e malvagi, massacrano gli innocenti e divorano i buoni. Come possono essere menzionati nello stesso discorso in cui è menzionato Dio? Perché la gente distorce i fatti e vilipende Dio? Questa è un’atroce bestemmia contro Dio!(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Libertà e liberazione si possono guadagnare solo liberandosi della propria indole corrotta”). Il mio stato era esattamente quello che smascheravano le parole di Dio. Sebbene credessi in Dio da molti anni, non ero in grado di valutare le cose dalla prospettiva della verità. Invece, mi aggrappavo ai punti di vista dei non credenti, vivendo secondo la filosofia satanica: “Non nutrire mai l’intenzione di fare del male agli altri, ma guardati sempre dal male che gli altri potrebbero fare a te”. Stavo sempre in guardia quando interagivo con le persone, costantemente preoccupata che si macchinasse contro di me se avessi abbassato la guardia per un attimo. Proprio come quella volta, in cui il supervisore ha visto che nel nostro dovere apparivano problemi e deviazioni e voleva valutare gli articoli con noi per aiutarci ad afferrare i principi. Io, invece, ho dato per scontato che volesse scoprire la mia vera situazione al fine di usarla come prova per farmi destituire. Di conseguenza, il mio cuore era pieno di ostilità verso di lei. Stavo sempre in guardia, come se affrontassi un nemico temibile, preoccupata che, se fossi stata disattenta anche solo per un secondo, avrei potuto rispondere in modo sbagliato e lei avrebbe approfittato della mia manchevolezza per farmi destituire. Nei luoghi in cui Satana detiene il potere, i rapporti interpersonali sono pieni di lotta e calcolo. La minima disattenzione poteva portare a essere vittime di macchinazioni e a perdere il proprio ruolo ufficiale, e poteva persino mettere in pericolo di vita. E io facevo il mio dovere nella casa di Dio, eppure ero sempre in guardia come di fronte alle persone di potere che regnano nel mondo. Non credevo affatto che nella casa di Dio regnasse la verità o che Dio fosse autentico e sincero con ognuno di noi. Questo era calunniarLo e bestemmiarLo! La natura di ciò era terrificante! Ho pregato Dio: “O Dio, in tutti gli anni in cui ho fatto il mio dovere nella Tua casa, ho goduto della Tua irrigazione e della Tua provvista, sono arrivata a comprendere molte verità e ho imparato alcuni principi per come comportarmi. Tutto questo è il Tuo amore e la Tua salvezza. Tuttavia, sto ancora in guardia contro di Te e la barriera tra me e Te è così profonda. Questo Ti addolora veramente. Dio, sono disposta a pentirmi. Voglio perseguire l’essere una persona onesta per confortare il Tuo cuore. Ti prego, guidami”.

In un’altra occasione, un altro supervisore stava studiando le competenze professionali con noi e ci ha chiesto di condividere i nostri punti di vista una per una. All’inizio ero ancora un po’ nervosa, preoccupata che non avrei risposto bene o che avrei fatto qualche deviazione e il supervisore mi avrebbe capita a fondo. In quel momento, ho pensato alle parole di Dio: “Per arrivare a comunicare con gli altri senza macchinazioni, devi imparare a farlo all’interno dell’ambito della coscienza e della razionalità dell’umanità normale. Lo scopo della comunicazione è aiutare gli altri e anche ricevere da loro aiuto e benefici. Questa è una comunicazione normale e in questo modo si può arrivare a comunicare senza macchinazioni(La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (26)”). “Per essere sincero, devi prima di tutto mettere da parte i tuoi desideri personali. Invece di concentrarti su come Dio ti tratta, dovresti metterti a nudo davanti a Dio e dire qualsiasi cosa tu abbia nel cuore. Non pensare né considerare quali saranno le conseguenze delle tue parole; devi dire tutto ciò che pensi, accantonare i tuoi intenti e non dire le cose solo per conseguire qualche obiettivo. Hai troppe intenzioni personali e adulterazioni; sei sempre calcolatore nel modo in cui parli, e ponderi: ‘Dovrei parlare di questo e non di quello, devo stare attento a ciò che dico. Parlerò in modo da procurarmi dei vantaggi, coprire le mie manchevolezze e dare a dio una buona impressione di me’. Questo non è forse nutrire degli intenti? Prima che tu apra la bocca, la tua mente si riempie di pensieri subdoli, riaggiusti più volte quello che intendi dire, così che quando le parole ti escono dalla bocca non sono più tanto pure, non sono affatto autentiche e contengono le tue intenzioni personali e le trame di Satana. Questo non è essere sinceri; questo è avere motivi subdoli e cattive intenzioni(La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 10: Parte seconda”). Dalle parole di Dio ho visto che, per smettere di essere calcolatori, bisogna praticare la condivisione con gli altri dall’interno della coscienza e della ragione dell’umanità normale, senza intenti e scopi personali e senza analizzare o elaborare le parole. Bisogna semplicemente dire ciò che si pensa. L’obiettivo è aiutarsi a vicenda e che tutti ne traggano beneficio. Mi sono resa conto che il fatto che quel giorno il supervisore studiasse le competenze professionali con noi era un’opportunità per imparare ognuna dai punti di forza dell’altra e colmare le nostre manchevolezze discutendo dei principi, così che potessimo afferrarli meglio. Avrei dovuto affrontarlo con un atteggiamento schietto, dire quanto avevo capito e, se avessi detto qualcosa di sbagliato, avrei dovuto semplicemente accettare la guida e l’aiuto dei fratelli e delle sorelle. Era una grande opportunità di apprendimento e scambio; non c’era bisogno che mi preoccupassi così tanto. Così ho pregato nel mio cuore: “O Dio, Ti prego, mantieni il mio cuore quieto dinanzi a Te e fa’ che io accetti il Tuo scrutinio mentre condivido i miei punti di vista”. Dopo aver pregato, sono riuscita ad acquietarmi e a riflettere sui principi. Ho anche acquisito nuove conoscenze su alcuni di essi e ho sentito di comprenderli con più chiarezza di prima. Attraverso la condivisione del supervisore, ho inoltre scoperto alcune delle mie manchevolezze. Mi sono sentita piuttosto liberata durante quella sessione di studio e ho ottenuto dei guadagni. Dopodiché, ogni volta che il supervisore si univa a noi per valutare gli articoli o mi poneva delle domande, praticavo consapevolmente l’essere una persona onesta in base alle parole di Dio. Il mio cuore si è sentito sempre più libero e ho assaporato un po’ della gioia dell’essere una persona onesta. Grazie a Dio!

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